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Quando le risposte non rispondono: il tema del dialogo tra Comune e città
Nei giorni scorsi 46 associazioni comasche, attive in ambito sociale, culturale, educativo,
sportivo e ambientale, hanno indirizzato una lettera al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale di Como per segnalare con toni civili e costruttivi una crescente difficoltà di dialogo tra l’Amministrazione e una parte significativa della società cittadina. Alla lettera ha fatto seguito una risposta pubblica del Sindaco che, a nostro avviso, non appare in relazione diretta con i contenuti e le preoccupazioni espresse.
Il Circolo Willy Brandt interviene in quanto uno dei 46 soggetti firmatari del documento.
Con il massimo rispetto istituzionale per il ruolo del Sindaco, dobbiamo tuttavia osservare che non cogliamo un nesso logico tra i contenuti della lettera sottoscritta dalle associazioni e la risposta del primo cittadino.
Il documento non mette in discussione la legittimazione dell’Amministrazione né chiede cambi di guida politica. Solleva invece una questione di metodo e di merito: la qualità del dialogo, degli spazi di confronto e della partecipazione su scelte che incidono profondamente sulla vita della città.
Rispondere a queste preoccupazioni attribuendo alle associazioni intenzioni politiche o richiamando l’esistenza formale di strumenti e collaborazioni episodiche significa spostare il piano del discorso e non affrontare il problema posto: quello di una relazione strutturale, continua e rispettosa tra istituzioni e società civile.
Il tema non è la legittimità di chi governa, ma come si governa. Ed è su questo terreno, profondamente democratico, che le associazioni chiedono di aprire un confronto vero.
Non siamo soli: la città chiede più partecipazione
con altre 45 associazioni abbiamo scritto al sindaco Rapinese
Nei giorni scorsi il Circolo Culturale Willy Brandt, insieme a circa cinquanta associazioni, comitati e realtà civiche comasche, ha sottoscritto un documento unitario rivolto al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale che riprende e rafforza posizioni politiche che il Circolo sostiene da tempo.
Il testo esprime una preoccupazione diffusa e trasversale per il progressivo restringimento degli spazi di partecipazione e di confronto pubblico nelle scelte che riguardano la città: dalla scuola allo stadio, dalle politiche abitative alla viabilità, dai servizi sociali alle trasformazioni urbane. La richiesta è chiara: riaprire un dialogo stabile e serio tra istituzioni e società civile, superando una stagione di chiusura che sta trasformando il ricorso ai tribunali nel surrogato del confronto democratico.
La forza di questo appello sta nel fatto politico che rappresenta: posizioni che il Circolo Willy Brandt porta avanti da tempo trovano oggi una convergenza ampia e plurale nella città, dimostrando che non si tratta di voci isolate ma di un’esigenza reale e condivisa di cambiamento nel modo di governare Como.